INTRODUZIONE


I limiti che ci siamo imposti in questo volume non ci hanno permesso di mostrare chiaramente i criteri dai quali siamo partiti per menarlo a termine così. L'abbiamo fatto principalmente per i fanciulli, ma quanti adulti oggi sono al di sotto dei piccoli fanciulletti nelle cose di Fede? Era necessario dunque scegliere una forma didattica facilissima e precisa, e questa ci è parsa proprio quella delle parabole e dei paragoni. Quando l'anima si rende come fanciulla allora entra nel regno dei cieli entrando nel merito delle eterne verità, per quanto può comportarlo la nostra miseria e la nostra piccolezza.

Al principio era necessario servirsi di parabolette un poco troppo popolari; lo abbiamo fatto a ragion veduta, perché i fanciulli si abituano a prestare la loro attenzione, quando si parla proporzionatamente alla loro intelligenza, e quando si parla in modo da suscitare il loro interessamento. Per questo il lettore avrà trovato al principio qualche fatterello un poco infantile, narrato con particolari che a primo aspetto sembrano inutili, ma che hanno il loro valore psicologico. Parlando al popolo certi fatti si possono ridurre od eliminare col buon senso. In seguito i paragoni e le parabole le abbiamo ridotte alla minima espressione per non aumentare la mole del volume; il Catechista, parlando a fanciulli, può facilmente estendere in racconti completi certi paragoni che abbiamo appena accennati.
Questo sistema di insegnamento è disadatto alle cose della Fede? Noi rispondiamo assolutamente di no. L'uomo ama di sentire la verità così come è, senza fronzoli e senza pretese sublimità di linguaggio che in realtà la offuscano e la profanano. Gesù Cristo ci ha dato questo grande esempio, e sarebbe tempo di finirla con i paroloni ampollosi, con le divisioni e le sottodivisioni oratorie, ora che il popolo è sommamente affamato della parola di Dio. Parliamo semplicemente: La parabola, il paragone, il fatterello aiuta la mente a comprendere senza sforzo la verità, aiuta a compire bene il proprio apostolato, senza sterili soddisfazioni di orgoglio.

Oggi la mentalità moderna è molto più distratta e superficiale di quello che si possa credere, ed è necessario rinnegare sé stesso per poterla nutrire sodamente. Le prediche o le istruzioni che campano in aria, lasciano il tempo che trovano, e bisogna dirlo, ma è la verità, gli ambienti che sembrano più colti e signorili, sono i più ignoranti in fatto di Fede, e sono quelli nei quali bisogna essere più semplici, per fare in modo che la verità vi trionfi essa sola nel Nome di Dio.
Noi abbiamo fatto largo uso della parabola nel nostro povero Apostolato, ed abbiamo toccato con mano di quanta efficacia pratica essa sia stata per operare il bene. Alle volte discutendo con persone eminenti ma incredule, ci è bastata una sola parabola per troncare netto la questione e per ferire l'avversario salutarmente nel fondo del cuore. Seguiamo Gesù in questo metodo che Egli stesso ci ha insegnato nell'Evangelo, e noi ricaveremo da tutto: dai fiori, dai monti, dai fiumi, dalla vita infantile sopra tutto, una serie di parabole atte a conquistare l'anima ed a riportarla, con la grazia di Dio, nella fulgida luce della eterna verità.

Nonostante i limiti che ci siamo imposti, abbiamo cercato di dare la ragione logica e precisa di ogni verità, ed abbiamo cercato di risolvere tutte le obbiezioni più comuni che si sogliono fare contro le cose della Fede; l'uomo si lascia conquistare solo da quello che arriva a persuaderlo, e la verità non si può né celare né imporre semplicemente, oggi che si vive in un ambiente di stoltezza e di ribellione. Quando la verità si è radicata profondamente nell'anima, e quando il Cristiano ha saputo precisamente quali sono i suoi doveri, quali sono i tesori celesti che Dio gli ha dato, allora gli assalti delle sette e dei perfidi trovano il cuore fondato già sulla roccia, perché lo trovano fondato sulla parola di Dio.

Se tu, o benevolo lettore, hai ricavato del bene da questo lavoretto nostro, non avere ritegno di fartene apostolo, e sappi che noi nel farlo non abbiamo avuto di mira né la gloria, perché è cosa vana; né il guadagno, perché il prezzo del volume è quasi quello di costo, dato l’enorme rincaro della carta e della stampa; abbiamo avuto di mira la gloria di Dio soltanto ed il bene delle anime. Certo in un tempo nel quale Dio ci castiga e ci richiama al dovere ed alla penitenza, il primo passo nella via del ravvedimento non può essere che questo: Eliminare le tenebre dell'intelletto, conoscere la parola di Dio e custodirla nella vita.

Protesta dell’Autore

In obbedienza alla Costituzione Romani Pontificis, emanata da Leone XIII ai 17 Settembre 1900, e ai Decreti di Urbano VIII del 1625 e del 1631, sottometto al giudizio della Santa Sede quanto ho scritto in questo libro nello spiegare ai fanciulli i dogmi e le dottrine della nostra Fede Cattolica.

Napoli, 3 Aprile 1917
Sac. Dolindo Ruotolo


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