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SEDICESIMA ISTRUZIONE - I Santi Sacramenti in generale [...] Concetto generale e definizione dei Santi Sacramenti La nostra vita nel suo principio, nel suo sviluppo, nelle sue manifestazioni viene così supplita dalla vita di Gesù Cristo ed Egli ci sostituisce là dove le nostre povere forze sono insufficienti. Gesù non ci ha voluto dare semplicemente una grazia della quale forse non avremmo saputo servirci con precisione, ma ci ha determinate delle grazie necessarie a tutto il percorso della nostra vita, ne ha formato come un titolo speciale che ci da diritto ad averle, ce le ha comunicate in modo da renderle non più una elargizione, ma da renderle come la rendita di un diritto, come il frutto di un titolo di proprietà, come l'effetto di un fenomeno. Come fa un generoso signore che vuole beneficare un povero? Piglia un pezzo di carta dalla casa del povero stesso, vi appone la firma, vi scrive sopra una direzione, e lo consegna a quell'infelice. Con quella carta il povero uomo può presentarsi al Banco e gli basterà esibirla così come gliel'ha data il signore caritatevole, per esigere subito moneta contante. Questo buon padrone allora lo ha sottratto dalla incertezza di una vita menata a via di elemosine; gli ha data la tessera per entrare nel Banco e lo ha ascritto fra i suoi famigli; gli ha dato il bono per prendersi la medicina in caso di bisogno ecc... Che cosa è quel pezzo di carta? --In sé è niente, ma siccome è firmato dal padrone ricco, rappresenta un titolo ed un diritto, ed equivale alla elargizione di un soccorso.
Gesù Cristo ha voluto comunicarci la sua vita proprio così --Egli con i Santi Sacramenti ha ridotta la grazia ad un fenomeno vero e proprio del quale basta porre gli elementi costitutivi stabiliti da Lui stesso, per produrre infallibilmente leffetto, a meno che a questo effetto non si ponga un ostacolo che lo paralizza: Se io accosto il cerino acceso alla polvere, essa si accenda infallibilmente, purché non sia bagnata, o purché una folata di vento non smorzi il cerino prima che vi abbia dato fuoco. Che cosa è la carta monetata in uno Stato, che cosa è un titolo di rendita? E un segno sensibile istituito dallo Stato, atto a significare efficacemente una ricchezza, e che ha relazione ai tesori che sono nelle casse dello Stato. Chi possiede questa, carta non può disprezzarla solo perché è carta, e sarebbe stupido se la rifiutasse o la lacerasse. Più stupido poi sarebbe colui che pretendesse fabbricare lui la carta monetata: Egli sarebbe capace di stampare la carta, ma non le potrebbe dare alcun valore perché essa non avrebbe relazione alcuna ad un tesoro veramente esistente, né potrebbe significare una ricchezza. Se la carta monetata autentica è nascosta in una cassa, perde il suo valore reale, perché la mancanza di circolazione è uno ostacolo, e di fatti non le fa significare niente. Tolto però l'ostacolo il suo valore rivive sempre e la carta riacquista valore per latto stesso col quale è tolto l'ostacolo. Se essa è lacerata in modo da non riconoscersi più, ovvero se stampandosi vi è mancato linchiostro, allora, quantunque fatta per significare un valore, in realtà non vale niente; la ricchezza equivalente è nelle casse dello Stato, ma chi possiede un titolo tanto imperfetto non ha che farsene.
Egli li ha istituiti permanentemente, cioè indipendentemente dall'arbitrio umano, di modo che, posti gli elementi il Sacramento si produce infallibilmente, a meno che non vi sia un ostacolo, perché allora gli elementi o non si sono o sono ammortizzati, come succede della carta monetata chiusa nella cassa. Gesù Cristo ha istituito i Sacramenti per significare e per conferire la grazia, perché veramente essi la conferiscono e la danno secondo quello che significa il segno sensibile. Di modo che, ricordatevelo bene, il Sacramento è un titolo di rendita che ci rende partecipi, proporzionatamente alla nostra condizione ed ai nostri bisogni, dei meriti infiniti di Gesù Cristo; è come un fenomeno che si produce non tanto per l'azione di chi lo amministra, quanto per gli elementi stessi che lo costituiscono, o come dice la Teologia, ex opere operato.
Che cosa si richiede per ottenere il fuoco? --Ci vuole la materia, per es. il carbone o le legna; ci vuole un zolfanello capace di determinare allora per allora la destinazione di questa materia; infine ci vuole un uomo che accosti lo zolfanello alle legna. --Se invece dello zolfanello vi è un martello si può battere il carbone od il legno, lo si potrà rompere, ma non si otterrà mai il fuoco. Un Sacramento, essendo come un fenomeno, richiede una materia sensibile; richiede la formula, che determina l'ufficio ed il significato di questa materia; richiede il ministro il quale avendo lintenzione di fare ciò che fa la Chiesa, ciò che ha stabilito Gesù Cristo, ed avendone la legittima potestà, può determinare l'azione significata Ma questa materia e può renderla così segno sensibile della grazia. Anche nella carta monetata cè la materia: la carta; la dicitura, ossia lo stampo della carta, e la firma del cassiere e del delegato speciale della Corte dei conti, che sono come i ministri di questo titolo. --Nel Sacramento la materia, la formula ed il ministro debbono formare un tutto moralmente unito, e debbono applicarsi ad un individuo capace di ricevere questo titolo di grazia. Se il soggetto per es. non ha lintenzione di ricevere il Sacramento, allora non è presente all'azione divina che si compie e non ne riceve gli effetti. Se il Ministro non ha lintenzione di conferire il Sacramento, allora non compie che un'azione umana, la quale non ha più relazione a Gesù Cristo e quindi non ha nessun valore. Ancora: se la materia o la formula del Sacramento vengono alterate, il Sacramento è nullo, non già per un capriccio, ma perché esso opera come un fenomeno vero e proprio. Si capisce bene che mettendo nella pila elettrica l'acqua od il vino in luogo dell'acido, la corrente non si può produrre.
Gesù Cristo ha voluto essere presente nella nostra vita con i suoi meriti e con la sua grazia, ha voluto sostituire la nostra povera e meschina attività con la sua grazia in tutte le manifestazioni principali di questa vita. Noi nasciamo, passiamo dalla infanzia alla età del discernimento, che è come un secondo stadio della vita; noi ci alimentiamo; ci curiamo se cadiamo infermi, e dalla infermità rinasciamo come ad una vita novella; noi ci troviamo in punto di morte e la nostra vita comincia un novello stadio. Gesù ci fa nascere nei suoi meriti come figlioli di Dio; fortifica le nostre facoltà con i doni e con la presenza dello Spirito Santo; ci alimenta di Sé stesso; si fa rinascere a novella vita quando siamo caduti nel peccato, ci assiste nell'ultimo punto della vita terrena e ci prescelta dinanzi a Dio Lui stesso. Fuori della nostra vita individuale noi apparteniamo alla grande famiglia umana e siamo retti dai legittimi Superiori; Gesù Cristo santifica la famiglia santificando quelli che la formano e ci regge con la sua medesima autorità nei ministri della Chiesa Cattolica.
Essa lo sana se infermo, lo assiste quando muta stato e dalla infanzia passa alla scuola; lo regge con la sua provvidenza affettuosa, lo dirige quando piglia uno stato nel mondo. O Gesù buono, potevi essere più affettuoso tu, mentre in un senso sublime, con la istituzione dei Santi Sacramenti ti sei fatto come la mamma nostra? Ciascun Sacramento ha una materia ed una forma determinata dall'autorità di Gesù Cristo ed affidata alla Chiesa. Tanto la materia quanto la formula di ciascun Sacramento hanno un significato preciso che materialmente esprime quello che soprannaturalmente opera il Sacramento così nel Battesimo lacqua esprime la lavanda dell'anima, e le parole indicano che questa purificazione è fatta dalla onnipotenza divina: " Io ti battezzo nel Nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo "; nella Cresima l'olio significa l'unzione fortificante che si faceva ai combattenti prima della lotta; le parole: " Io ti segno col segno della Croce e ti confermo col crisma della salute nel Nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo ", significano che la forza di un cristiano viene a lui conferita dal segno della Croce e dalla unzione dello Spirito Santo. Nella Eucaristia la materia è il pane ed il vino, ma questa per le parole della Consacrazione viene transustanziata nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo, come diremo in seguito: E Gesù stesso che diventa cibo dellanima. Nella Penitenza gli atti del penitente sono la materia, sono come esibizione del malanno e del desiderio di guarirne; la formula è l'espressione della bontà di Dio che perdona: Io ti assolvo nel Nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo. Nella Estrema Unzione la materia è l'olio particolarmente benedetto; esso esprime come la consacrazione dei beni dell'uomo e delle sue attività ad una novella vita; la formula esprime la misericordia di Dio che perdona le reliquie dei peccati, che dà all'anima l'ultima purificazione per introdurla nella vita eterna: Per questa santa unzione e per la nostra benedizione ti perdoni Dio quello che hai commesso di male con gli occhi, con l'udito, con la vista, ecc... NellOrdine Sacro Gesù comunica la sua divina autorità a quelli che ha eletti come ministri suoi. Tanto la materia come la formula è complessa ed è proporzionata alle facoltà che si comunicano. Nel Matrimonio infine la materia del Sacramento, diciamo così, sono gli sposi stessi; la formula è il consenso che si danno a vicenda: Sono essi infatti che debbono essere santificati ed è proprio il loro consenso che deve essere consacrato da Dio. Essi dunque si esibiscono alla presenza di Dio come cosa sacra e si giurano fedeltà dinanzi a Dio per un altissimo fine.
Abbiamo già detto che ogni Sacramento conferisce una grazia speciale, significata dalla materia stessa e dalla formula che lo costituisce. In generale deve dirsi che l'uomo per questi mirabili mezzi di grazia viene santificato perché viene elevato soprannaturalmente in una vita più bella. Il bambino che è battezzato non rappresenta più un pezzo di carne animata e vivente semplicemente, ma rappresenta un gioiello del cielo, rappresenta il fiore più bello della terra. Per questo il Signore trapianta spesso nel cielo questi teneri ed olezzanti fiorellini prima che la bufera li spezzi: la terra non potrebbe dare al cielo niente di più delicato e di più prezioso. L'uomo nel diventare adulto non rimane nel mondo come un povero essere smarrito e gettato in preda alle lotte della vita, ma viene fortificato dalla grazia dello Spirito Santo, viene come armato per raggiungere un ideale sublime. NellEucaristia l'uomo si ciba del suo Dio medesimo e può dire con verità: Vivo io ma non già io, invece vive in me Gesù Cristo.
Nel Matrimonio infine la vita, gli affetti, la famiglia, la prole, tutto riceve una impronta sacra ed esce fuori dalla misera limitazione umana. Da questo si ricava logicamente che chi non riceve Santi Sacramenti, volontariamente strappa dalla sua fronte l'aureola più bella di gloria, ed oltre a privarsi della grazia, disonora l'umana natura! Un uomo non battezzato non è dissimile da un animale; un uomo non cresimato è un vile nella vita; chi non si ciba di Gesù, è un denutrito, uno scrofoloso, e si ciba di fango; chi rimane nei suoi peccati si abbrutisce, e chi vi muore si danna. LOrdine Sacro è un dono speciale di Dio, l'uomo che non ne intende la grandezza, o che lo stima un mestiere, si dimostra tutto materiale. Infine chi si unisce in matrimonio civile (bisognerebbe dirlo incivile dato che la setta ha voluto sostituirlo al Sacramento), si avvilisce come gli animali, profana la famiglia e profana la prole che nascendo ha il dovere ed il diritto di conoscere e di amare Dio. Considerati in sé stessi i Sacramenti ci santificano, o dandoci la prima grazia, ovvero aumentando la grazia che già possediamo. Il Battesimo ci dà la prima grazia santificante; la Penitenza ce la ridona se l'abbiamo perduta: perciò questi Sacramenti si dicono comunemente Sacramenti dei morti, ossia di quelli che sono morti alla grazia. I Sacramenti che in diversa maniera ci accrescono la grazia sono: La Cresima, lEstrema Unzione, lOrdine ed il Matrimonio; essi non possono riceversi che da chi già vive per la grazia di Dio e si chiamano perciò Sacramenti dei vivi. Se uno si trova in grazia di Dio la Penitenza gli aumenta questa grazia; se si trova in disgrazia di Dio e lo ignora, gli altri Sacramenti gliela donano indirettamente; se però lo conosce e li riceve allora è reo di un novello peccato ed invece di ricevere la grazia commette un orribile sacrilegio. Chi è ammalato deve ricevere prima la medicina; se mangia il dolce con l'organismo disturbato, non solo non ne riceve bene ma ne contrae un malanno maggiore. Non tutti i sacramenti si possono ricevere più volte, ma alcuni imprimono carattere e si ricevono una sola volta, altri non lo imprimono e si possono ripetere. Il carattere è un segno spirituale ed incancellabile impresso nell'anima, è come una proprietà che acquista l'anima: Se uno è stato laureato non ha bisogno di pigliare novellamente il titolo; se un soldato è stato armato già non può presentarsi ogni giorno al deposito per ricevere le armi.
La ragione è chiara, perché per lEstrema Unzione si riceve la grazia per gli ultimi momenti della vita, e nel Matrimonio - la grazia consacra un consenso che può essere sciolto solo dalla morte. Il sacramento della Penitenza può riceversi sempre che si vuole; anche più volte al giorno; quello della Eucaristia può riceverli una volta al giorno per disciplina della Chiesa. Oltre a queste disposizioni generali e proprie della natura di ciascun Sacramento, l'anima deve accostarsi a questi grandi canali di grazia con un profondo spirito di Fede e di umiltà, con una adeguata preparazione di preghiera e con la più illimitata fiducia nella bontà divina. I Sacramenti sono il più grande tesoro spirituale e certo non bisogna pigliarli alla leggera come se fossero scherzi o cose da nulla! Non guardiamo alle esteriorità, e la Fede ci faccia penetrare a fondo questi grandi misteri di amore e di misericordia. [...] |
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