|
|
TERZA ISTRUZIONE - Chi vi ha creato? - Mi ha creato Iddio [...] I° Idea fondamentale: Ogni effetto tiene la sua causa -- Nessuna cosa esistente può dirsi fatta a caso Vedete voi niente sopra di questa sedia? --Non ci vedete nulla. --Se io piglio una figura e la metto qui mentre entra dalla porta quel ragazzino che è giunto in ritardo, quel fanciullo ci troverà qualche cosa sulla sedia? --Sì, ci troverà la figura. --Io gli domando subito: Fanciullo vedete voi niente sopra della sedia? --Sì, ci vedo una figurina. --E chi ce l'ha messa? --Non ce l'ho messa io. -- Va bene, lo so, voi ora siete entrato; ma chi l'ha messa? --Non lo so, ma certamente l'ha messo uno che aveva in tasca le figure. Se questo bravo ragazzino dicesse che la figura si trova qui per combinazione o per caso, direbbe bene o male? --Direbbe male, perché la figura ce l'ho messa io, benché egli non se ne sia accorto. Avete voi danaro in tasca? No. --Nessuno ne ha? Nessuno. Ed allora se trovate invece della figura una moneta di oro sulla sedia ce l'ha potuto mettere uno di voi? No, perché nessuno ce l'ha. Solo una persona che ha molto danaro può mettere una moneta di oro sulla sedia. --E se uno dicesse che questa moneta è venuta qui per caso, direbbe bene a male? --Direbbe male.
Questa moneta non è un pezzo di stucco caduto a caso del cornicione, perché è bene scolpita e porta scritto sopra il valore che ha. Le cose che succedono o sono fatte a caso, sono tutte disordinate e non possono significare nulla. Pigliate un pezzo di carta dove cè caduto un poco d'inchiostro; piegatelo in due e linchiostro si spande; quale figura forma? --Nessuna figura perché non è stato un disegnatore che lo ha sparso. --Pigliate la Dottrina trovate la prima pagina e leggete: Chi mi ha creato? --Mi ha creato Dio. In tutti i vostri libretti sta scritto così? --Sì in tutti. Ed allora il libretto della dottrina come è stato stampato dal tipografo o dal caso? --E stato stampato dal tipografo, perché ci sono le lettere ben formate, perché è un libretto ben ordinato. Se io dico: aprite a pagina 5, tutti troverete lo stesso alla medesima pagina, il che significa che chi ha stampato il libro doveva essere un uomo che pensava e non già uno stupido che piglia le lettere e le metteva a caso così. Un tipografo tiene la cassetta con i caratteri, l'avete vista mai? Ebbene entra un fanciullo, si mette a scherzare e gli fa andare per terra tutti i caratteri. Il tipografo gli dà uno scappellotto, grida, s'inquieta, e poi si curva per alzare le lettere. Cadendo per terra, alcune lettere si sono messe una vicino all'altra; il tipografo osserva e dice: guarda che combinazione, si sono messe vicine come se le avessi composte io; voglio vedere proprio che come se le avessi composte io voglio vedere cosa viene stampato. Le mette in macchina, ma che cosa ne esce? Niente, solo una confusione di lettere che non significano nulla Perché? --Perché quelle lettere si sono unite a caso, si sono unite dico meglio per la forza di gravità che le ha fatte cadere, ma non si sono unite perché il tipografo le ha composte insieme. Dunque quando si vede qualche cosa ordinata, bella, di valore si può dire che è stata fatta a caso? --No, ma si deve dire che qualcuno l'ha fatta. --L'abito chi ve lo ha fatto? --Il sarto o mamma -- A me le lenti chi le ha fatte? --L'ottico. --Questa Chiesa chi l'ha fatta? Lingegnere ed i fabbricatori. --Dunque vedete che tutto quello che è formato, che è ordinato, che è limitato, deve essere fatto da qualcuno. [...]
Io prendo questo pezzetto di carta e lo getto per terra. E caduto vicino a questa sedia. Ci è caduto a caso? A primo aspetto sembra di sì, ed invece non è cosi. Questo pezzetto di carta è caduto così, proporzionatamente al suo peso, alla sua massa, all'urto che ha avuto dalla mia mano ecc. Uno scienziato potrebbe calcolare con formule matematiche precise le leggi che hanno regolata la caduta di questa carta. Se io la gettassi con un impulso più forte, andrebbe non già vicino alla sedia, ma più lontano. Non vi è cosa più stupida quanto quella di credere che le cose succedano a caso. Vi ho detto prima che le cose che si dicono fatte per caso, sono disordinate. Questo e vero, perché allora queste cose non sono regolate da una causa intelligente, non sono fatte per uno scopo determinato. Io getto per terra un pezzo di carta, ed esso va dove lo trasporta il suo peso e l'urto che ha avuto da me, ma non si ferma per terra per formare un disegno. Non è caduto per caso ma non rappresenta nulla, perché io, gettandolo per terra, non ho avuto altro scopo che di gettarlo via. Se avessi voluto fare un disegno non l'avrei gettato via, ma l'avrei ritagliato per es. a forma di pupazzo.
Se io vi dicessi ora fatemi un candeliere di legno, lo sapreste fare? --No. --E se vi dicessi, pigliate questo altare di marmo e trasportatelo in fondo alla chiesa, lo potreste fare? No, perché vi mancherebbe la forza. --Se un uomo piglia la creta, ne fa un pupazzo e poi gli dice: Vattene in fondo alla Chiesa con le gambe tue, il pupazzo se ne va? No, perché questo uomo non è capace di dargli la vita; il pupazzo non è vivente! Un uomo può con una parola formare un oggetto? --No ma ha bisogno di lavorare, perché non ha la potenza di creare le cose con una parola; questa potenza la tiene solamente Dio, perché è infinito e può tutto quello che vuole. E se l'uomo non può fare nulla senza avere il materiale e senza lavorare, poteva mai formarsi da sé stesso?
Se io domandassi a ciascuno di voi: quanti anni avete? Ognuno naturalmente mi risponderebbe secondo l'età che tiene; chi mi direbbe: ho sette anni, chi otto, chi nove, ecc. --Significa che sette anni, otto anni fa, voi non eravate ancora sulla terra; nella vostra casa nessuno vi chiamava, perché non esistevate. -- Chi vi ha data la vita nel mondo? --Sono stati i vostri genitori. Ma anche essi hanno una età determinata, per es.: chi ha il padre e la madre che tengono trenta anni, chi quaranta ecc. or questo significa che trenta, quaranta anni fa neppure i vostri genitori cerano. D'altra parte i genitori nostri ci hanno dato soltanto la vita terrena, ci hanno fatto nascere, ma non ci hanno data tutta la vita. --Avete mai visto un bambino di latte? La madre lo alimenta, lo pulisce, lo addormenta, gli canta la ninna per addormentarlo più presto ed il bambino giorno per giorno cresce. Chi è che lo fa crescere? La madre con le sue cure può dargli il mezzo per crescere ma Dio che ha data a questo bambino l'anima, lo fa crescere. Voi pigliate uno di quegli arlecchini di legno o di stucco che suonano i piattini, mettetelo nella culla, dategli il cibo e vedete se cresce. Non può crescere perché è di legno o di stucco, perché non ha l'anima, perché non vive.
Quel povero fanciullo era morto, perché l'anima sua se ne era andata dal corpo. I genitori hanno pianto, si sono strappati i capelli, hanno invocato il loro figlio, ma tutto il loro dolore non è stato sufficiente a farlo ritornare in vita, il che significa che essi non avevano e non hanno tutto il dominio della nostra vita. Se si guasta un arlecchino, l'artista che lo ha fatto non si mette a piangere, ma lo accomoda, ovvero ne costruisce un altro, perché l'arlecchino sta in suo potere, perché egli lo ha fatto da un poco di creta o da un pezzo di legno informe: I nostri genitori dunque ci danno la vita terrena, ma anche per darcela hanno bisogno della forza e della Provvidenza di Dio. La vita ce la dà sempre e solo il Signore perché ne ha la potenza. Sicché quando uno vi domanda: Di chi siete figli voi? Subito rispondete dicendo il nome di papà e di mammà. Se vi si domanda invece: chi vi ha creato? Voi rispondete; mi ha creato Iddio.
Piove a dirotto e nei binari del tram si forma una corrente d'acqua che pare un piccolo fiume. Ad un ragazzo viene in mente di fare una piccola barchetta di carta, per metterla nella corrente e farla trasportare. --Di che cosa ha bisogno per formare: la barchetta? --Ha bisogno di un pezzo di carta e magari di un foglio di quaderno. --La barchetta di carta chi l'ha fatta? -- Lha fatta questo ragazzo. Ma la carta non lha fatta lui, e neppure lui ha fatto quello che serve a formare la carta. Il ragazzo, dunque non ha creato la barchetta ma la ha formata. Creare, significa produrre una cosa, un essere e quello che ci bisogna per formarlo; ossia significa avere tanta potenza da produrre quello che si vuole con un solo atto di volontà, da produrre quello che serve a formarlo e a mantenerlo. A voi viene per esempio il desiderio di mangiare dolci; se diceste: Esca da qui uno scatolo di dolci, uscirebbe per questo la scatola e i dolci? No.
Solo Dio può attuare quello che vuole, perché Dio forma loggetto e ciò che serve per farlo con una sua parola: e perché con una parola? Perché è il Signore di tutto. Un capo di officina tiene alle sue dipendenze molti operai, ed ha il magazzino pieno di materiali da costruzione; egli entra e dice: Questa mattina bisogna fare un armadio di noce!. Subito gli operai si mettono allopera e per la sera larmadio è fatto. Quale uomo può avere sotto di sé una massa di operai che gli formino un altro uomo? Dio, dunque, ci ha creato nel corpo, e si è servito dei genitori nostri come di operai suoi; ci ha creato nellanima, ed ha voluto essere Lui stesso lartefice, perché lanima doveva muovere e far vivere il corpo. [...] |
||||||||||
![]() |
|
||||||||||