I.
II.
III.
VII.
VIII.
IX.
X.
XV.
XVI.



PRIMA ISTRUZIONE -
Introduzione al catechismo


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Necessità della Dottrina Cristiana --Chi non conosce le verità della Fede è un essere inutile e dannoso

Avete mai visto un asino nella sua stalla? --Sì. --Sta là come un allocco, povero asino, non capisce niente e non sa dire niente all’infuori del raglio che vi fa sentire. Sta sempre col muso rivolto alla terra per cercare qualche cosa da mangiare, e quando è stanco si getta sul pavimento e si mette a dormire. La mattina di buon'ora il padrone lo va a pigliare e lo lega al carretto; tutto il suo cibo è costituito da un poco di fieno o da poche erbe... --Vorreste fare anche voi la vita dell’asino? --No. --Ebbene quando un fanciullo non sa le verità della Dottrina Cristiana, diventa come questo povero asino: dorme, mangia, lavora, è battuto e non sa fare altro. Noi siamo creature di Dio perché Egli ci ha creati; dobbiamo quindi conoscerlo e dobbiamo sapere tutte le verità che si riferiscono a Lui, diversamente siamo i più grandi stupidi.

Mettiamo che io entrando per la prima volta qui domandassi ad uno di voi: Ragazzino, come vi chiamate? --Il fanciullo rimane muto e non mi risponde. Come, dico io, non sapete come vi chiamate? --Non lo so. --E papà vostro come si chiama, la mamma vostra chi è? --Sono figlio a papà ed a mammà --Grazie della notizia; ma come si chiamano? Non lo so. --Che cosa avete mangiato? --Ho mangiato il cibo. --Ma quale cibo? --Non lo so. --Mi sapreste accompagnare a casa vostra e dirmi come ci si va? --Io non Io so e ora viene mammà a pigliarmi. --Che cosa direste voi di questo fanciullo? Direste che è uno stupido, perché non conosce i suoi genitori che confusamente, perché non conosce la sua casa o non ci sa andare. Ora è più stupido quel fanciullo che non conosce determinatamente Dio che lo ha creato, che non conosce le cose del cielo, che è la sua vera casa, che non ci sa andare. Voi venite alla Dottrina proprio per conoscere Dio, per sapere le verità che vi fanno poi andare in cielo, quando sarete morti e se non volete fare la figura di quel fanciullo sciocco, dovete imparare bene tutte queste belle verità.
Chi ignora le verità della Fede non vive che miseramente ed è come un povero affamato

Ditemi, ragazzini miei cari, che cosa è più importante il sugo che si mette sui maccheroni, od i maccheroni stessi? --Sono più importanti i maccheroni, perché il sugo non vi può saziare. --Che cosa direste di una persona che lascia i maccheroni e beve solo il sugo? --Dopo di averlo bevuto avrebbe più fame di prima. --Che cosa vi piace più, l'arancio o la buccia? --Vi piace più l'arancio. --E se uno si pigliasse le bucce di tutti gli aranci, che hanno mangiati gli altri, e dicesse: guarda un poco che io ho più nutrimento di te, non sarebbe uno sciocco? --Ora, se una persona nutrisce l'anima propria solo con la dottrina umana, se un fanciullo studia la lezione della scuola e non studia il Catechismo, si nutre di poca sostanza, e non vive veramente, perché l'anima sua manca del cibo vero, che è la eterna verità: Allora ha mangiato la buccia ed ha lasciato il frutto!

Siete andati mai a scuola? --Sì. --Chi ne sa di più: un compagno vostro od il Maestro? --Ne sa più il Maestro. --Ora chi impara meglio le lezioni e chi profitta di più, chi le ascolta dal compagno, o chi le ascolta dal maestro? --Chi le ascolta dal maestro, perché il compagno non gli sa dire che errori e non è mai certo di quello che dice. -- Ora chi ignora le verità della Fede, ascolta solo la parola dell'uomo, che è sempre piena di errori, e trascura quella di Dio che è verità; allora non può conoscere quello che è più necessario alla vita sua, ed è come un fanciullo che studia e scrive come gli ha suggerito di fare il compagno suo, ma che si accorge di non combinare nulla, perché agli esami il maestro gli mette sempre zero.
Noi non siamo sulla terra solo per mangiare e per bere, ma ci siamo ancora per operare e per vivere di Dio; anzi ci siamo principalmente per operare e per vivere di Dio; se trascuriamo di conoscerlo, noi siamo gente inutile. Avete visti mai i bambini quando sono piccoli piccoli? Essi credono che tutto sia roba da mangiare: la forchetta se la mettono in bocca e se la vorrebbero mangiare e... se si tolgono la scarpetta dal piede, pure se la mettono in bocca? Ma ditemi, si possono mai nutrire rosicchiando una forchetta, una scarpa, un soldo? --No. --Ebbene quelli che vivono senza sapere le verità della Fede, sono come questi bambini; credono che tutto nella vita sia cosa da mangiare, e quando hanno mangiato e bevuto non si curano di altro.

Se un bambino ha sempre in bocca un tarallino di osso, che la mamma gli dà quando cominciano a spuntargli i denti, se non vuole altro che il tarallino di osso, si fa subito magro e piglia un malanno, perché non mangia nulla. Così chi ignora le verità soprannaturali vive sempre in mezzo a cose materiali che non gli nutriscono l'anima, e si fa magro non già nel corpo ma nell'anima cioè si fa cattivo e non è buono a niente! Dunque, ragazzini miei, non basta andare a scuola per imparare a parlare con gli uomini; bisogna pure andare alla Dottrina per imparare a parlare con Dio; non basta conoscere come si scrive una parola senza errori, bisogna pure conoscere come si vive senza peccato: Quando vedete qualcuno che non va alla Chiesa, che non conosce Dio -che non è buono- dovete dire: Ecco un fanciullo che invece di cibarsi del piatto che gli ha dato la mamma, si rosicchia la forchetta!
Chi non conosce le cose di Dio perde il tempo sulla terra

Un ragazzo va da un calzolaio per imparare l'arte. Si siede vicino al deschetto, cioè vicino a quel piccolo tavolo dove i calzolai hanno i ferri del loro mestiere, ed invece di guardare come si fanno le scarpe, si mette a fare dei pupazzi con un poco di creta che ha in mano, o con la cera che sta sul deschetto. Il maestro calzolaio lo guarda e lo sgrida dicendo: Tua madre ti ha condotto qui per farti apprendere l'arte o per farti scherzare? --Ed il ragazzo: Perché, che cosa sto facendo? Sto forse in ozio io? --Come! Stai peggio che in ozio, perché ti stai servendo dei miei ferri e della mia cera per fare questi pupazzetti inutili. --Il fanciullo non si persuade e seguita a scherzare. Ditemi il maestro calzolaio gli può dare la giornata? Ma che cosa gli dovrebbe pagare? Forse i pupazzi che ha fatto con la cera che gli ha consumata? --Ora il fanciullo ritorna a casa sua con i suoi pupazzi in tasca e dice alla mamma: Se sapessi come ho lavorato stamani; non mi sono riposato un istante.

La madre tutta contenta dice fra sé: meno male che almeno con l'arte, ha combinato qualche cosa Luigino. Poi gli domanda tutta soddisfatta: II maestro ti ha fatto cucire le suole? --No; sono stato io che ho lavorato. --E che cosa hai fatto? . --Ecco guarda questo pupazzo, ci ho fatto pure le mani. --Come, dice la mamma, ti metti a perdere il tempo così? La paga dove è? --Non me l’ha voluta dare il mio principale. Oh povero fanciullo! Si è affaticato tanto ma ha perduto tempo! sarebbe stato meglio che avesse imparato a porre almeno le setole vicino allo spago che serve per cucire le scarpe!

Ragazzini -miei, chi vive sulla terra e si agita, si muove, va, viene, lavora ecc.- e non conosce le cose di Dio e non fa qualche cosa per Lui, perde il tempo anche quando è sempre affaticato. Sulla terra non -si è venuto solo per muoversi, ma si è venuto per conoscere, per amare e per servire Dio; tutto quello che si fa senza di Dio è tempo perduto! Alla fine della vita Dio non ci può premiare, non ci può dare la... giornata, perché in realtà non si è fatto nulla! Se quel fanciullo avesse imparato un poco di arte, la mamma lo avrebbe lodato anche per i pupazzetti che aveva fatti e ma senza dell'arte del principale, quelli sono stati causa di fargli avere una buona... mazziata. Che cosa fa un uomo sulla terra quando non conosce Dio, quando non lo ama e lavora materialmente, ovvero studia dalla mattina alla sera? Fa tanti piccoli pupazzetti inutili, che un giorno serviranno solo ad aumentare la sua condanna!
Chi conosce tutta la scienza del mondo e non conosce Dio è sempre un ignorante

Sentite un altro fatto: Un signore chiama una persona di servizio e dice: Come vi chiamate voi? Ed essa: mi chiamo Teresa. --Bene; volete voi servirmi? Sapete voi fare ciò che serve in famiglia? --Sì so lavorare molto bene. --Vi darò cento lire al mese e tutto il trattamento, siete contenta? --Contentissima. --Entra in casa la serva e deve cucinare, il padrone le ha ordinato i maccheroni alla genovese, ma essa si ferma vicino al focolare e si mette a fare tranquillamente un merletto. Entra il padrone in cucina, e sorpreso le dice: Che cosa è mai, Teresa, voi non lavorate? --Signore i maccheroni alla genovese sono pietanze che non so cucinare; però so fare qualche cosa di meglio: se volete, appronto subito una cassata alla siciliana. --Ma a me che importa della cassata? Questa sarebbe buona, ma dopo del pranzo; quando voi non sapevate fare nulla, perché non me lo dicevate? --Come, signore, non so fare nulla? Vi ho detto che so fare la cassata, e come vedete so lavorare anche il merletto.

Ragazzini miei cari, questa buona serva crede di sapere di più ed in realtà non sa nulla, perché non sa fare la serva. Ci sono tante persone che pretendono di sapere le cose più belle del mondo: sanno quale è il corso delle stelle, sanno vedere come è fatta una pianta, sanno parlare in latino ed in greco, ma poi ignorano le verità della Fede e non sanno vivere da cristiani. Ora sulla terra ci sono prima per conoscere Dio e poi per compire i doveri del loro stato particolare; se manca loro la coscienza delle cose celesti, sono dei poveri ignoranti, che non conoscono niente. Ricordatevi della serva Teresa; che cosa le giova che sa fare il dolce e poi non sa cucinare? Apparentemente sembra più bello un dolce che un pezzo di carne, ma in realtà e più salutare la carne.

Se voi andate a scuola ed imparate l'ultima pagina del libro, senza sapere la prima che vi ha assegnata il maestro, siete sempre fanciulli ignoranti. Un professore di Università che sa tante cose ed ignora Dio, è un povero ignorante, perché la sua scienza terrena è tanto povera cosa, che con la sua morte non ne rimane nulla! Se uno deve esigere del danaro alla Banca, e non sa dove si trova né come deve fare per esigerlo, che cosa importa che sappia la luna a quale distanza si trova dalla terra? Nella luna certo non ci troverà il danaro che gli serve. Se un valente pittore è cieco, ditemi può mai dipingere? Egli vi saprà dire tante belle teorie, ma non può dipingere e quindi nell'arte della pittura è un povero ignorante.
La Fede è come l'occhio di tutta la nostra vita: chi la conosce sa tutto bene, perché vede bene in tutto; ma chi non la conosce manca degli occhi. --Un ragazzo si è messo a studiare, e per farsi vedere dai compagni ha pigliato il libro più grosso della libreria del padre e se lo è messo davanti - Chi lo vede dice: guarda come studia Nicolino; chi sa domani a scuola che bel punto avrà. --Ma il povero Nicolino tiene il libro a rovescio, e siccome non se ne accorge, non arriva a computare le sillabe. Annoiato dice: chi ha scritto questo libro deve essere un asino; io lo dicevo che lo studio era inutile! A che cosa serve perdere il tempo così, quando i miei compagni si stanno divertendo? --O povero Nicolino, l'asino sei tu, perché se avessi studiato meglio il sillabario e non avessi; voluto fare lo scienziato, ti saresti accorto che il libro lo tenevi a rovescio!

Chi manca di Fede, guarda a rovescio tutto ciò che ha fatto Dio: non capisce nulla delle cose divine perché le ignora, e non capisce nulla delle cose create perché le guarda a rovescio! Uno scienziato che manca di Fede è come un cieco nato: è giorno e crede che sia notte, perché non vede; il colore lo immagina come il vento, gli alberi li crede colonne ecc... Il ceco potrà capire ciò che tocca con le mani, e lo potrà capire anche imperfettamente; ma fuori: di questo non potrà farsi una idea precisa di niente, perché gli mancano gli occhi fin dalla nascita.

Se voi studiate bene il Catechismo, sarete nella vita più dotti di un Professore di Università che lo ignora; voi vi saprete spiegare tutto senza bisogno di studiare molto, perché vi spiegherete tutto con la infinita sapienza di Dio. Un fanciullo che vuol fare bene un componimento ci mette una giornata e lo fa pure pieno di errori; ma se il maestro stesso glielo dà fatto e buono, allora basta che lo copi per fare la più bella figura.

La Fede è la scienza divina comunicata all'uomo da Dio stesso; ne ha dunque più chi la conosce bene, che chi si sforza di conoscere da sé stesso tante cose misteriose ed occulte. Se voi vedete un professore che sa conoscere gli animali e le piante della terra, voi dite: che dotto! E non è più dotto chi sa conoscere non solo gli animali e le piante, ma chi sa conoscere Dio? --Il professore di Storia Naturale le sue cognizioni le ha apprese dai libri, le ha avute da altri, eppure si chiama un dotto; ora chi ha imparato da Dio e dalla Chiesa le verità eterne; e conosce così non già i segreti della terra, ma i segreti del cielo, non è più dotto di Lui?
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